Portfolio

Alcune fotografie di cosplay eventi concerti

Persone, concerti, cosplay, eventi, dettagli apparentemente insignificanti: non ho un soggetto preferito, ho soprattutto una cosa che mi piace fare e guardare.

La fotografia è il mio modo di fermare quello che mi incuriosisce e, quando fotografo qualcuno, provare a mostrargli quanto può essere bello guardarsi da un’altra prospettiva.

3D Playground Modellazione

Se nella fotografia cerco la prospettiva giusta, nel 3D posso costruirmela.
È questo che mi ha incuriosita di questo mondo: la possibilità di partire da un’idea e darle forma, scegliere come illuminarla, da dove guardarla e cosa lasciare fuori dall’inquadratura.

È un linguaggio che sto ancora esplorando, ma che mi sta già permettendo di vedere la progettazione da un punto di vista diverso.

Work in progress - 1 mese di lavoro

Frieren's wand

Nato come progetto per l'esame di Cinema 4D e finito per diventare una piccola guerra personale.
Mi ero messa in testa che avrei imparato alcuni strumenti da sola, anche quelli che a lezione non avevamo ancora nemmeno aperto. Tra questi c'era la simulazione, che ho usato per realizzare il pezzo di stoffa arrotolato sul bastone. Cinema 4D è crashato un numero imbarazzante di volte, io ho avuto almeno tre crisi esistenziali, ma alla fine… ha funzionato.
E sì, sono ancora particolarmente orgogliosa di quella stoffa.

Work in progress - 2 settimane di lavoro

Sake nigiri

Due settimane di lavoro e una quantità di burnout che probabilmente non era necessaria. Mi ero fissata con l'idea di utilizzare i nodi geometrici per creare la pallina di riso alla base del nigiri. Peccato che non servisse assolutamente. La soluzione era molto più semplice. Quando finalmente ci sono arrivata ho quasi pianto dalla gioia. Poi ho deciso di modellare anche il salmone.
A quanto pare non avevo imparato niente.

Monster Energy can

Questa volta è andata sorprendentemente bene.
Due giorni pieni di lavoro e una sola sclerata: direi un record personale. Questo modello è anche il punto di partenza per la mia tesi di laurea in Packaging Design. Più avanti applicherò alla lattina un'etichetta progettata da me, trasformando il modello in un vero e proprio set per i render.
E magari, già che ci sono, ci scappa anche un video per i social. Chi lo sa...

Work in progress - 2 giorni di lavoro

Graphic Design - Branding Social media Packaging

Prendere un’idea ancora un po’ confusa e darle una forma è una delle cose che mi piace di più del design.

Lavoro tra identità visiva, editoriale, packaging e comunicazione digitale, cercando ogni volta di trovare un linguaggio che non sia soltanto bello, ma che abbia qualcosa da dire.
E quando una soluzione non funziona? Si torna indietro, si prova qualcos’altro e si ricomincia.

Dal Brief

Un progetto di packaging nato dalla volontà di reinterpretare il linguaggio tradizionale del vino in chiave più contemporanea, rivolgendosi a Gen Z e Millennials. Per la linea di bianchi della Cantina Borga abbiamo associato a ogni vino un animale tipico del territorio veneto, mentre la palette cromatica richiama le principali note organolettiche. Il risultato è un’identità capace di distinguersi a scaffale senza perdere il legame con l’heritage della cantina.

Partendo da Gufram, abbiamo immaginato una mostra come se fosse stata progettata da René Magritte. Quattro ambienti circolari, volutamente sovradimensionati e ricoperti da pattern surreali trasformano lo spazio in un luogo di smarrimento, dove i mobili iconici di Gufram diventano ancora più strani e fuori contesto. Ogni sala mette in discussione la logica e la percezione, costruendo un percorso espositivo ispirato all’assurdo.

Un progetto di fotografia e comunicazione sviluppato in collaborazione con il Teatro Laboratorio Scientifico di Verona, con l’obiettivo di avvicinare la sua identità a un pubblico più giovane. Abbiamo costruito un’atmosfera ispirata all’attesa prima dello spettacolo: luci soffuse, contrasti marcati e una palette vincolata a rosso, nero e bianco. Il risultato cerca di raccontare il teatro attraverso quella sensazione di tensione e curiosità che precede l’apertura del sipario.

Partendo da una frase assegnata, ho sviluppato una piccola linea di cartoleria per Muji, reinterpretando il concetto giapponese di wabi-sabi. Il progetto nasce dall’incontro tra essenzialità e imperfezione: un tratto calligrafico naturale, irregolare e materico diventa l’elemento distintivo della collezione, mantenendo l’estetica minimale e funzionale del brand.

Agli esperimenti

Sitara nasce come un progetto personale di print on demand dedicato al mondo nerd, tra t-shirt, sticker e illustrazioni ispirate a universi come Hazbin Hotel, Demon Slayer e Mermaid Melody. Il progetto mi ha permesso di sperimentare la costruzione di un’identità di brand e la sua applicazione su prodotti destinati a una community fortemente legata alla cultura pop e anime.

Un progetto di identità visiva sviluppato per un’ipotetica masseria nell’entroterra del Salento. Il concept nasce dal paesaggio circostante, in particolare dagli ulivi, dalla terra e dai colori naturali del territorio. L’obiettivo era costruire un’identità semplice e autentica, capace di comunicare il carattere rurale della struttura senza ricorrere ai cliché visivi dell’ospitalità tradizionale.

Un progetto realizzato su commissione: la progettazione grafica e l’impaginazione di un booklet di istruzioni per un gioco da tavolo ispirato a Terminator 2. Il lavoro ha richiesto di organizzare e rendere accessibili numerose informazioni di gioco, combinando gerarchia tipografica, immagini e struttura editoriale in un formato chiaro e funzionale.

Un progetto sviluppato parallelamente al mio lavoro nel ristorante, dove mi occupo della gestione dei social media. Partendo dall’identità esistente, ho curato un refresh della comunicazione digitale attraverso direzione visiva, fotografia, grafiche e contenuti social, con l’obiettivo di rendere il brand più contemporaneo e riconoscibile mantenendo il carattere del locale.

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